Comune di Fontana Liri

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Vinenzo Bianchi VINCENZO BIANCHI

Nato a Fontana Liri il 28 maggio 1939, da vari anni si è trasferito ad Isola Liri per motivi di lavoro. Artista versatile, Vincenzo Bianchi ha raggiunto la notorietà per la sua capacità creativa e le rivoluzionarie innovazioni attuate nella tecnica delle "letture" espressive. La sua carriera artistica lo ha visto professore di scultura nelle Accademie di Catanzaro, Frosinone, Urbino e Direttore dell'Accademia delle Belle Arti di Macerata. Attualmente è titolare della Cattedra di Scultura all'Accademia delle Belle Arti di Firenze. Ha ricevuto la laurea honoris causa in "Fine Art" conferitagli dall'Università Internazionale "Pro Deo" di New York; curatore del museo d'arte antica di Casamari; fondatore della corrente "I nuovi primitivi". I suoi musei sono sparsi in Italia e nel mondo: Recanati, Rocca d'Arce, Isola Liri, Ferentino, Vallemaio, Falvaterra, Cervara di Roma, Torre Cajetani, Trevi nel Lazio, Sant'Elia Fiumerapido, San Giovanni Incarico per quanto riguarda la nostra penisola, ma poi Vendargues (Francia), Espartinas (Spagna), Michalowice (Polonia), Ohird (Macedonia) e addirittura Nigata (Giappone). Nella scultura, usa indifferentemente, anche accoppiati, il legno, la pietra, il rame, l'argento, l'oro e altri materiali. Per maggiori informazioni visita il sito web L'Albero Creativo di Vincenzo Bianchi.

 

Antonio Giannetti ANTONIO GIANNETTI

Nato a Fontana Liri il 1° settembre 1907, trascorsa l'infanzia in paese emigrò ancora giovane in Francia in cerca di lavoro. Dopo alcuni anni di dura esperienza, tornò a Fontana Liri e riprese gli studi: conseguito il diploma di abilitazione magistrale, insegnò come maestro di ruolo prima in alcuni paesi vicini, poi nelle scuole di Fontana Liri Superiore. In quel periodo si iscrisse alla Facoltà di Magistero di Roma e prima conseguì il diploma in Vigilanza Scolastica, poi la laurea in Lettere. Durante l'occupazione tedesca accettò la nomina a Commissario del Comune per evitare che il paese subisse soprusi da parte degli occupanti. Al sopraggiungere degli alleati fu deportato come prigioniero politico nel campo di concentramento di Padulo (Salerno), dove rimase per tre mesi. Scagionato da ogni addebito, tornò a Fontana Liri e riprese ad insegnare alle scuole elementari. Nel 1956 fu nominato professore di Lettere alla scuola media di Cassino e si trasferì lì con la famiglia. Fu studioso di lingua latina e di archeologia e pubblicò numerosi testi ed articoli sui problemi pedagogici e didattici.

 

Marcello Mastroianni MARCELLO MASTROIANNI

Nato a Fontana Liri il 28 settembre 1924 da Ottorino e Ida Irolle, a quattro anni con la famiglia si trasferì a Torino e di qui a Roma. Fin da giovanissimo sentì grande fascino per il cinema e per il teatro. La sua prima apparizione nel cinema risale al 1938 come comparsa in un film di Carmine Gallone. Nel 1947 esordì ne "I Miserabili" sotto la regia di Riccardo Freda. In quegli anni iniziò a frequentare il Centro Universitario Teatrale. Piacque molto a Luchino Visconti e sotto la sua direzione interpretò varie opere in teatro, mentre sullo schermo iniziò con film di "neorealismo rosa". Le contemporanee affermazioni drammatiche in Febbre di vivere (1953) e Cronache di poveri amanti (1954) lo condussero, ancora diretto da Visconti ma stavolta sul set, al notevole risultato delle Notti bianche (1957). Con Fellini fornì i memorabili esiti de "La Dolce vita" (1959) e di "Otto e mezzo" (1963). Ottenne un personale trionfo in "Divorzio all'italiana" (1961) e "I compagni" (1963). Fece coppia con Sofia Loren in vari film di De Sica e apparve in diversi film di Ferreri tra i quali "La grande abbuffata" (1973), "Ciao maschio" (1978) e "Storia di Piera" (1983). Ha lavorato con Petri in "L'assassino" (1961), con Scola in "Dramma della gelosia" (1970), "Splendor" (1989, tra l'altro girato ad Arpino), "Che ora è?" (1989) e "Una giornata particolare" (1977) che fu una delle sue prove migliori. Ha interpretato tanti film che meritano di essere ricordati: "Il mondo nuovo" (1982), "Maccheroni" (1985), "La città delle donne" (1980), "Ginger e Fred" (1985), "L'intervista" (1987), "Il volo" (1986), "Il passo sospeso della cicogna" (1991), "Oci ciornie" (1987), "Verso sera" (1990), "Stanno tutti bene" (1990), "Used People (1993)", "Sostiene Pereira", sono solo alcuni degli ultimi e più famosi film che hanno visto Mastroianni come protagonista. Per maggiori informazioni visita il sito web del Centro Studi Marcello Matroianni.

 

Umberto Mastroianni UMBERTO MASTROIANNI

Artista prestigioso e geniale e Maestro fra i più significativi della scultura contemporanea. Nato a Fontana Liri il 21 settembre 1910. Dopo aver frequentato la scuola professionale di Fontana Liri si trasferì a Roma per studiare presso l'Accademia di S. Marcello a Roma. In seguito trasferitosi con la famiglia a Torino, prosegue la sua formazione sotto la guida di M. Guerrisi. Verso la fine degli anni Trenta, le sue opere dalle forme vigorose e dinamiche rivelano l'acquisizione di mezzi espressivi personali, conseguiti attraverso gli studi giovanili delle opere antiche e una sensibile ricettività della scultura futurista. Dopo la guerra abbandonò le figurazioni realistiche, orientando le sue ricerche nell'ambito del cubismo e, per certi aspetti, delle tendenze dell'arte astratta italiana. L'artista ha istituito nel 1947 il Premio Torino; docente di scultura presso le accademie di Belle Arti di Bologna, di Napoli e di Roma, ha partecipato a mostre nazionali e internazionali, ottenendo importanti riconoscimenti: Gran Premio Internazionale per la Scultura (Biennale di Venezia, 1958) e Premio Imperiale di Tokyo (1989). E' stato membro dell'Accademia di San Luca di Roma; si è sempre dedicato all'insegnamento; è stato titolare di scultura all'Accademia delle Belle Arti di Bologna e professore all'Accademia di Napoli e quindi di Roma. E' morto a Marino il 25 febbraio 1998. Le sue spoglie riposano a Carmagnola, in provincia di Torino.

 

Nicola Parravano NICOLA PARRAVANO

Scienziato e chimico di chiara fama mondiale, Accademico d'Italia, nacque a Fontana Liri il 21 luglio 1883 in una delle famiglie più in vista del paese. L'ambiente familiare alimentò la sua passione innata per la chimica: il nonno paterno ed il padre (sindaci del Comune per un periodo di quarant'anni) erano entrambi farmacisti, così come il fratello Luigi, podestà dal 1926 al 1939. Nicola frequentò le scuole elementari a Fontana Liri capoluogo, il liceo classico ad Arpino e l'Università a Roma. Si laureò a pieni voti all'età di 22 anni; ottenuta una borsa di studio si trasferì a Berlino dove approfondì gli studi nel campo della siderurgia, dei cementi e degli esplosivi. A trent'anni Nicola Parravano ottenne la cattedra di Chimica e Tecnologia presso l'Università di Padova e, nel 1915, quella di Chimica-Fisica presso la Facoltà di Scienze dell'Università di Firenze. Durante la prima guerra mondiale ricoprì importanti incarichi nel campo degli esplosivi e fu membro della Commissione Suprema di Collaudo e Controllo degli stessi. Nel 1917 ottenne il Premio Reale per la Chimica conferitogli dalla Reale Accademia dei Lincei. Nel 1919 venne nominato professore ordinario di Chimica generale ed inorganica all'università di Roma e nel 1923 assunse la direzione della Facoltà di Scienze Fisiche, Matematiche e Naturali dello stesso ateneo. Fu tra i maggiori e più qualificati organizzatori dell'Istituto Nazionale di Chimica, e quindi del Consiglio Nazionale delle Ricerche; fu più volte membro del Consiglio Superiore dell'Istruzione e del Consiglio Superiore della Sanità; collaborò con Guglielmo Marconi. Fu nominato membro e poi amministratore dell'Accademia D'Italia, riconoscimento al quale era più legato. Morì a Fiuggi il 9 agosto 1938, a 55 anni, riposa al Verano.

 

Cesare Pascarella CESARE PASCARELLA

Anche se "Romano de Roma", il poeta e scrittore Cesare Pascarella era in effetti oriundo di Fontana Liri dove avevano abitato i genitori Pasquale e Teresa Bosisio. A 18 anni, abbandonati gli studi, si dedicò alla pittura e al disegno: entro a far parte dell'Associazione "Venticinque pittori della campagna romana" e condusse una vita stravagante. Oltre che pittore (di poco conto, anzi, "pittore di asini", come anche egli stesso si definiva) Pascarella fu letterato e si fece apprezzare come prosatore, giornalista, conferenziere. Cultore della poesia dialettale, è considerato il maggior romanesco del tempo. Le sue prose, le poesie ed alcuni disegni, pubblicati su "Capitan Fracassa", sulla "Nuova Antologia", su "Fanfulla" e su "Fanfulla della Domenica", gli procurarono improvvisa e notevole fama. Nella prosa intitolata "In Ciociaria" il poeta fa più volte riferimento a Fontana Liri, nominando il lago "Zulufraga", la "Fossa agliù Monte" e alcuni viaggi effettuati a dorso d'asino per le strade del paese. Nel 1930 fu nominato Membro della Reale Accademia D'Italia. Dopo una vita trascorsa nella spensieratezza ed in allegra compagnia di artisti, Pascarella si ritirò nella più completa solitudine e morì all'età di ottantadue anni l'8 maggio 1940. I manoscritti, i disegni e i documenti che lo riguardano sono custoditi nella biblioteca dell'Accademia Nazionale dei Lincei.

 

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